venerdì 29 gennaio 2010

Chutney N°5

L'avevo detto io: è laureata in lingue, mi invita a mangiare la lingua, sarà buona senz'altro. Ma cosa fai, ti vuoi lasciar sfuggire l'occasione? Che occasione? Ma come che occasione? L'occasione di preparare un chutney piccante in cui tuffare i pezzi di lesso!
Ed ecco che, canticchiando per tutta la sera il tormentone di Lou Bega "Mambo number five" piano piano è nato il "Chutney number five" del Dr.Vindaloo. Rosso e porpora, screziato e speziato, principalmente cipolle rosse e pomodorini ciliegini. Dentro, un mix di cosette che a dirla tutta non credo mettereste mai insieme e che gelosamente mi tengo per me; del resto, scopro oggi, anche Lou Bega (al secolo David Lubega) è un bel mix: nato a Monaco di Baviera, da madre siciliana e padre ugandese ha trascorso l'infanzia a Miami e ora vive a Berlino...
La lingua era spettacolare. La coda che c'era insieme, idem. Non vi dico il brodo.
Quando uno è ggiòvane...
...a little bit of chutney is all I neeeeeeed...

lunedì 25 gennaio 2010

Dr. Vindaloo's Chutney



Cosa regalare a un piccolo gruppo di amici che amano visceralmente il piccante infernale?
Non c'è nemmeno da pensarci: il chutney di Dr. Vindaloo.
Che sarei io.
Che da tempo faccio chutney con gli ingredienti più disparati e che a questo giro ho deciso di spingermi fino alla confezione e le etichette. Che diamine, è un regalo.
E annoto gelosamente nel libretto rosso, proveniente dal Gran Bazaar di Istanbul, tutti gli ingredienti delle varie misture.



Segrete, dolciastre, lievemente acidule, speziate e maledettamente piccanti.
Com'è che da un'innocente frutto e una manciata di ingredienti si riesca a tirar fuori la marmellata del diavolo lo lascio intuire; vi lascio immaginare le piante di Naga, di Habanero Red Savina, mentre ondeggiano nell'afa di agosto; i semi di cardamomo frantumati al coltello, le erbe fresche che aspettano di essere tritate e rinforzate da rakija e arak...
Tutto per un vasetto di felicità. :-)

martedì 24 novembre 2009

Funghi

In pausa pranzo. Sai, c'è la macchia vicina, non ce la fai una scappata a metà settimana per vedere se c'è qualcosa prima che tutti i pensionati di questo mondo ti fottano ogni singolo fungo?
Perché questo è il destino di chi lavora in settimana e ci può andare solo il sabato e la domenica: trovare gli avanzi, e con fatica. Ribelliamoci! :-)



giovedì 1 ottobre 2009

un dono

E chi se l'aspettava? E' una vita che quando guardo le teiere di ghisa sarei preso da un irresistibile impulso ad acquistare, poi mi fermo sempre perché so che il tè si fa benissimo anche nelle teiere che ho già.
Ma un regalo di compleanno, beh, un regalo è diverso. Piacevole. Inatteso.
Bellissimo, peraltro. Giudicate voi ;-)




giovedì 3 settembre 2009

Lavoretti serali


Ebbene sì, mi sono deciso a montare il trasduttore che m'aveva preso Massi per la chitarra portoghese. Ieri sera a casa sua (e non avrei potuto fare altrimenti visto che non ho le punte adatte per fare quel lavoro) s'è operato la bestiola. Fatte due prove, posizionato il trasduttore, provato un po' di biadesivo a modo il lavoro è venuto proprio bene, pulito e solido. Mi dispiace un po' che da ora in poi non avro' più quella montagna di fili e nastro da carrozziere attaccati sulla tavola, che facevano tanto folkloristico e cialtrone, ma le esigenze di gestire i troppi strumenti, specie sul palco, cominciavano a farsi pressanti. E anche un segno di buona volontà per dedicarsi con più attenzione ai Creuza de Ma ci voleva anche da parte mia. Occorrerà dedicarsi al bouzouki, ora ;-)
Grazie mille Guidone! Insostituibile come sempre.

venerdì 3 luglio 2009

E se fossi...


... in Provenza?
Non faccio che raccogliere spighe di lavanda quando torno dal bar dopo pranzo.
Ne raccolgo una ogni volta e la metto lì, come monito.
Sta a significare di non dimenticarsi di viaggiare; significa che anche se uno si sposta può sentire altri luoghi come casa.
Perchè non è così semplice? Perchè non posso semplicemente concentrare il lavoro di una settimana in una giornata piena e utilizzare i tempi morti per andarmene a passeggio Lourmarin, a cena alla Petite Maison di Cucuron, a bermi un pastaga a La Ciotat?
Perchè c'e' un workaholic in agguato dietro a ogni angolo e se hai cinque minuti liberi ti fa fare cose inutili per il resto del mondo ma per lui assolutamente primarie.
La spiga sta a significare che non diventerò mai così.
E' carattere.
E chi dice che siano gli eventi a portartici, mente. Era latente e c'è cascato.
Io, che siano gli eventi a condizionare la mia vita, non c'ho mai creduto neanche un po'.

giovedì 2 luglio 2009

Kefir


Lo vedo.
Penso subito "ayran".
Lo compro. Lo apro. Lo bevo.
Penso subito "mmmmhhh, succo di pecorino".
Il Kefir - che è buono, eh - è latte fermentato con una serie di fermenti dai nomi impronunciabili.
Di fatto, diluito 1 a 2 con l'acqua e' come l'ayran turco.
Piace solo a me, e ai turchi. E a qualche montanaro caucasico, probabilmente.
Però è pieno di probiotici e fa bene, e se non lo bevete, beh, lo berrò io! ;-)