mercoledì 20 gennaio 2016
venerdì 15 gennaio 2016
venerdì 8 gennaio 2016
giovedì 12 novembre 2015
Una meravigliosa ghirlanda vorticante
Questo stesso giorno, cinque anni fa, prendevo un aereo su cui avrei passato dodici ore. Sarei arrivato in una Ueno dal cielo piatto e filtrato da un garbuglio di centinaia di cavi elettrici e telefonici; un quartiere popolare della smisurata Tōkyō, un piccolo ryokan in cui, poco più di vent'anni prima, aveva dormito Pete Seeger. Era l'inizio del più bel viaggio che abbia mai fatto e che, puntualissimo, ogni novembre non manca di farmi nuovamente visita. Mi costringerà a riguardare le foto, a cucinare udon, a ridere e persino trattenere qualche luccicone agli occhi, tirar fuori oggetti curiosi, guardare fuori dalla finestra con la speranza di veder passare i karasu invece delle solite tortore.
Sono le mie personali celebrazioni giapponesi, quelle delle piccole abitudini, del fazzoletto in tasca, delle foderine in carta per i libri in lettura, del bicchiere di genmaicha al rientro da una fredda e spossante giornata. Ogni anno dal 12 novembre al 28 vivo due realtà parallele: quella che vedono i miei occhi e quella che vede la mia testa, miscelate continuamente, inscindibilmente e incomprensibilmente in un'unica meravigliosa ghirlanda vorticante.
lunedì 20 luglio 2015
Creta. Un diario di viaggio. Quarta parte.
05 - Lissos e Chora Sfakion
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| Lissos |
Ci alziamo e tira il vento. Qui, dove ti trovi ti trovi e da dovunque venga, lo chiamano Meltemi ma per me è un Grecale da cinquanta chilometri all'ora, fresco e teso, che a dire il vero promette bene perché l'intenzione è quella di scavalcare il promontorio e andare alla piccola cala di Lissos, che incidentalmente è riparata dal grecale. Con tre euro al forno ci procuriamo spanakopita e altre cosette di pasta ripiena per il pranzo, poi ci incamminiamo lungo il sentiero che risale la gola il cui inizio è appena dopo l'approdo a ovest del paese. Il sentiero gira bruscamente al di sotto di un'alta parete di roccia aggettante, è letteralmente cosparso di escrementi secchi di capra e inizia a inerpicarsi sul promontorio, tra i pini contorti e la macchia bassa.
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| il sentiero per Lissos |
Giunti alla sommità si capisce come il vento qui sia una costante visto che il piccolo altopiano è punteggiato solo da piccoli cespugli e pochi alberi piegati quasi in orizzontale. Il sole picchia forte e grazie al cielo il vento dà un po' di sollievo ma tenete a mente che in giornate soleggiate e non ventose questo tratto orizzontale può essere piuttosto fastidioso per chi non sopporta il caldo.
Poi, giunti sull'orlo occidentale dell'altopiano, l'affaccio mostra immediatamente la valle sottostante con la baia e le rovine. Eh già, perché Lissos è anche un'antica città della quale rimangono numerosi resti, tra cui il tempio di Asclepio, un teatro e una necropoli oltre all'impianto di numerose abitazioni. la discesa è agevole e abbastanza breve e si conclude più o meno al tempio di Asclepio dal quale il sentiero torna in piano fino a raggiungere la spiaggia, che è fatta di piccoli ciottoli. L'acqua è meravigliosa, la spiaggia non troppo affollata visto che si raggiunge solo così o con un piccolo servizio di taxi acquatico, e facendo il bagno riesco anche a scorgere un modesto banco di barracuda. Torniamo indietro passando accanto a una piccola chiesa il cui campanile è costituito da una campana appesa a un carrubo e troviamo un posto per mangiare con dei tavoli nei pressi di una fonte, la cui acqua è potabile e fresca.
Se vi recate a Lissos quindi potete evitare di portarvi dell'acqua perché la troverete sul posto. Dopo un po' di riposo affrontiamo di nuovo la salita e il percorso inverso fino a Sougia, che raggiungiamo nel pomeriggio, riprendendo l'auto in direzione Chora Sfakion.
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| la strada per Chora Sfakion |
Ci vogliono tre ore per arrivare ma prima di lasciare il precedente affittacamere avevamo già trovato un'offerta fantastica per l'alloggio, quindi possiamo arrivare in tutta calma poco prima dell'ora di cena. La stanza all'hotel Samaria costa appena 27 euro, è al centro del piccolo paesino e ha un terrazzino che affaccia sul mare permettendo una visione a centottanta gradi di tutta la baia. Non che sia una reggia ma è pulita e confortevole e costa davvero un'inezia; il wifi è disponibile e cambia chiave ogni giorno quindi basta chiedere alla reception. Chora Sfakion, o Sfakia come la chiamano i locali è un modesto villaggio che si sviluppa lungo la riva di una piccola baia; la via che percorre la parte bassa del paese è coperta con del cannicciato sotto al quale ogni hotel e ristorante ha posizionato i tavoli in modo che passeggiando si percorra una specie di galleria e sedendosi si abbia un bell'affaccio sul mare. L'auto possiamo lasciarla all'inizio del paese, di fronte all'ufficio postale, visto che in paese è pressoché impossibile girare in auto. Dopo una rinfrescata ce ne andiamo a cenare alla fine del paese, in un ristorante con un cameriere che parla benissimo l'italiano; sperimentiamo la birra Fix invece della solita Mythos anche se quest'ultima resta migliore e poi ce ne torniamo a dormire. Di fronte al nostro terrazzo il mar Libico si stende scuro e rassicurante; sopra al molo una luna sottile ci dà la buonanotte.
TIP: Sebbene possiamo pensare che alloggi economici come quelli cretesi non possano offrire grossi servizi, c'è da dire che perlomeno la connessione wireless è presente quasi ovunque. Che diamine, siamo nel terzo millennio. Quindi è decisamente comodo poter cogliere un'offerta per l'alloggio nella patta successiva del viaggio, cosa che può essere fatta solo con un device portatile. Avrete senz'altro tutti uno smartphone; io no, ma da quando il mio piccolo netbook mi ha salvato il culo evitandomi di dormire sotto il viadotto autostradale urbano di Osaka lo porto sempre con me. Pensateci. Una stanza in una posizione come quella di Chora Sfakion a ventisette euro a notte è un'occasione troppo ghiotta per sprecarla; senza contare poi che prenotare di tappa in tappa, cercando una sistemazione nei momenti serali di relax, fa risparmiare tempo prezioso una volta giunti a destinazione che può essere impiegato per vedere qualcosa in più, godersi un'ora di riposo con un ouzo fresco o semplicemente prendere tutto con molto, molto comodo.
mercoledì 24 giugno 2015
Orto 2015
| Quest'anno l'orto è meraviglioso. Iniziato per tempo, preparato da un bellissimo testo sulla permacultura e ragionato con attenzione. A maggio già mangiavamo verdure deliziose. | A great vegetable garden this year. I started in time, prepared by a wonderful book on permaculture and I carefully designed it. In May we were already eating delicious veggies. |
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| messa a dimora delle patate - potato sowing |
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| impianto base dei pomodori - tomato field |
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| struttura per i cetrioli - cucumber framework |
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| il vecchio platano di San Vincenzo - S.Vincenzo old plane tree |
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| patate - potatoes |
| pomodori - tomatoes |
| Papaveri da seme - seed poppies |
| origano selvatico addomesticato - acclimated wild oregano |
martedì 9 giugno 2015
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