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giovedì 18 luglio 2013
Voglia di Grecia
E' una mezza confessione: ci stiamo allenando. Quest'anno le ferie arriveranno tardi e mentre aspettiamo, col caldo che attanaglia e un po' di ottima materia prima, perché non concedersi un assaggio di Grecia? Et voilà. Gyros pita casalingo, con buona parte degli ingredienti più sani del sano. Prima cosa, preparare i pita.
Il resto è sotto ai vostri occhi: pomodori (dell'orto), insalata (dell'orto) tzatziki fatto con lo yogurt casalingo - abbiamo il distributore di latte crudo appena munto a due passi - e il cetriolo (dell'orto), basilico preso sul balcone e in pratica l'unica cosa aliena sono le olive kalamata che però avevamo in casa e quindi perché mai privarcene? Il vino, a voler essere filologicamente pignoli, avrebbe dovuto essere retsina ma quando hai una buona bottiglia di vernaccia perché mai dovresti impazzire a cercare del vino greco di pessima qualità pagandolo più di quel che vale?
Su questo ormai ho riconosciuta fama. Non chiedetemi una ricetta, vi prego. Sappiate solo che uso sia farina che semola, il lievito lo doso a occhio perché anche la farina e la semola le doso a occhio. Unica avvertenza: usate acqua tiepida, anzi, calduccia per sciogliere il lievito e metteteci un po' di zucchero. Si impasta sulla spianatoia, senza fretta, e i pita si gettano sulla piastra del forno bollente, anche 200-220 gradi.
Vengono così, una tasca perfetta che apri col coltello pronta per essere riempita.
Il gyros in realtà dovrei chiamarlo souvlaki perchè è uno spiedino e non uno spiedo grande, ma è di maiale e i souvlaki di maiale non si sono mai sentiti. E' marinato nello yogurt, con un po' di finocchio, cumino e limone.
Il gyros in realtà dovrei chiamarlo souvlaki perchè è uno spiedino e non uno spiedo grande, ma è di maiale e i souvlaki di maiale non si sono mai sentiti. E' marinato nello yogurt, con un po' di finocchio, cumino e limone.
Il resto è sotto ai vostri occhi: pomodori (dell'orto), insalata (dell'orto) tzatziki fatto con lo yogurt casalingo - abbiamo il distributore di latte crudo appena munto a due passi - e il cetriolo (dell'orto), basilico preso sul balcone e in pratica l'unica cosa aliena sono le olive kalamata che però avevamo in casa e quindi perché mai privarcene? Il vino, a voler essere filologicamente pignoli, avrebbe dovuto essere retsina ma quando hai una buona bottiglia di vernaccia perché mai dovresti impazzire a cercare del vino greco di pessima qualità pagandolo più di quel che vale?
E' fatta. Pranzo completo. Ne abbiamo mangiati tre a testa, belli pieni. Forse il sentirsi mediterranei è anche sentirsi con la pancia piena e la consapevolezza che non ti farà male. Boh. Aspetto di tornare dalle ferie, vi saprò senz'altro dire.
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